DISCORSO DI RANDOLFO PACCIARDI
Post di Francesco Nucara
Palazzo del Campidoglio, 16 giugno 1946
FESTA DELLA REPUBBLICA
FESTA DELLA REPUBBLICA

“Cittadini di Roma,
quando questa lacera bandiera tricolore che i garibaldini d’Italia hanno religiosamente custodito tramandandosela di generazione in generazione con rito d’amore, fu innalzata sul Campidoglio nel 1849, Giuseppe Mazzini, a nome del Triunvirato della Repubblica Romana, così disse al popolo di Roma: «La bandiera repubblicana innalzata in Roma dai rappresentanti del popolo non rappresenta il trionfo di una fazione di cittadini sopra un’altra: rappresenta un trionfo comune, una vittoria riportata da molti, consentita dalla immensa maggiorità, del principio del bene su quello del male; del diritto comune sull’arbitrio dei pochi, della santa uguaglianza che Dio decretava a tutte le anime umane, sul privilegio e sul dispotismo. Noi non possiamo essere repubblicani senza essere e dimostrarci migliori dei poteri rovesciati per sempre. Libertà e virtù sono indissolubilmente congiunte. Noi non siamo governo di un partito, ma governo della Nazione. La Nazione è repubblicana. La Nazione abbraccia quanti oggi professano sinceri la fede repubblicana; compiange ed educa quanti non ne intendono la santità. La Repubblica schiaccia nella sua onnipotenza quanti tentassero di rovesciarla. Ma la Repubblica non è né intolleranza né debolezza. Il Governo è forte e non teme e quindi non s’inebria di una vana sicurtà. Inesorabile nel principio, è tollerante e imparziale con gli individui. Né codardi né provocatori; tale deve essere un governo per essere degno dell’istituzione repubblicana”.